Magma Studio Management presenta Epiphany

“ Oltre La porta di quella casa abbandonata, la quale fu fucina di
una creatività impolverata, come il baule che ancora custodisce le
sue opera senza tempo” 

(Enrico Maria Russo)

 

Un baule impolverato in un’abitazione che non fa più parte del suo quotidiano, questo lo scenario da cui prende vita “Epiphany”. Un lavoro firmato Magma Studio Management. La protagonista, quasi eterea e mesta è pervasa nell’animo da una malinconica “Epifania”, che l’assale nel rispolverare lavori dettati da un’antica passione ormai assopita.

Ma non tutto è perduto, attraverso i ricordi, rindossando quegli abiti “orgoglio della sua  creatività”, riesce a far rivivere le emozioni di un tempo. Così la creatività diventa l’unica  ancora di salvezza a cui aggrapparsi, per non sprofondare in un senso di incompiuto e di abbandono sia materiale che spirituale, rappresentato anche dal luogo che fa da sfondo alla storia.

Il progetto è sviluppato attraverso una laboriosa e minuziosa ricerca, che traspare  chiaramente dai singoli dettagli che caratterizzano le scene. Gli outfit, contribuiscono a rendere ancora più efficace la narrazione, attraverso le geometrie, le trasparenze, i volumi e i giochi di cut-out, senza tralasciare mai l’aspetto materico dei capi: chiffon, pelle e raso.

Una bellezza sofisticata e raffinata dal look vintage, caratterizza la protagonista, resa attraverso l’utilizzo di cosmetici altamente high tech. L’ispirazione tratta dai testi di James Joice, e il giusto connubio che caratterizza lo style, fil rouge nell’intera narrazione, trova risposta in un’essenza vintage volutamente eccentrica ed audace, che traspare dal mix perfetto tra trucco ed acconciature, che ci fanno rivivere l’epoca di una bellezza senza tanti artifici, di una generazione dove nulla era scontato.

La struttura compositiva di ogni singolo scatto, ha una tale ricchezza tanto da far si che il suo contenuto intrinseco si irradì al di fuori di essa, innescando una coinvolgente narrazione, che lascia sognare lo spettatore ad “occhi aperti”.

Attraverso gli scatti, vengono rivelati “segreti e ricordi” che l’occhio nudo o la mente non colgono, raccontando una storia, fotografando anziché parlando. Quando la fotografia diventa forma d’arte e quando la forma diviene bellezza ci si trova di fronte a progetti di tal genere, dove non è necessario essere esperti di fotografia o amanti d’arte e moda, ciò che conta è aprire occhi e cuore, per lasciarsi trasportare da una straordinaria narrazione, dove le parole tacciono ma gli occhi asseriscono.

Photographer : Pietro Menzione Giordano
Style e concept: Alessia Erre
Model: Alessandra Miele
Assistant: Benedetta Aveta
Set designer e post producer: Pietro M.G.
Graphic: Davide Annibale
Make up e Hair: Annie Guglielmo (Artdeco)
Dress: Happy Vintage
Jewerly: Russo oro

“È un’illusione che le foto si facciano con la macchina…. si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.”
Henri Cartier-Bresson

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